.

  ultimo86 [ Il blog per chi crede che la libertà sia non solo un diritto ma anche e soprattutto un dovere. ]
         

Firma l'Appello di Ultimo86
 
"Uomini liberi"


 Blog ottimizzato per
InternetExplorer6
Per scaricarlo clicca qui
clicca sull'immagine
o sul link per scaricarlo

risoluzione 1024x768

 

Per contattarmi:
MSN:
evergreen2002@tin.it

Email:

antonio.schiavone1986@virgilio.it


Qualche informazione su di me

Lasciami un messaggio!

Collabora con Ultimo86 

Desidero ringraziare
Hastalavictoria, che dal
13/03/06 aggiorna
quotidianamente il blog.
Potete contattarlo all'indirizzo

gaetanogiacinto@tiscali.it



Diffondi il contenuto di questo blog
inserendo sulla tua pagina lo script
per i feed xml, che trovi
QUI


Mi trovi anche qui:

BLOGFRIENDS




BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Blog Aggregator 3.3 - The Filter

 






































Il mio blog ti piace?
Inserisci un link come questo
sul tuo sito, basta copiare e
incollare nella tua pagina web
il codice qui sotto!









 
Non voglio dimostrare niente, voglio 

mostrare. Federico Fellini


 

Basta! Parlamento pulito













segnala un sito pedofilo !!!









E adesso ammazzateci tuttiNon hai il supporto plug-in



 Le vittime





 Vergogna!




 
 

 


 




Berluscounter!



Chi è Silvio Berlusconi?



SATIRA

 

È necessario un po' di tempo per il
caricamento dei filmati... quindi se
hai una connessione lenta, abbi pazienza!

La popolazione mondiale
in un villagio di 100 abitanti



PENSACI!!!

Per vedere o scaricare il filmato
in una diversa risoluzione clicca
qui.

 

bloggers for equity

Amnesty International AMREF
Croce Rossa Italiana Emergency
Etudes sans frontiere International Helsinki Federation for human rights
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Medici senza frontiere
Action aid Terre des hommes
Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati Unicef
Un ponte per... AISM
Caritas Progetto Calcutta
Manitese Telefono azzurro


 

"La libertà non è solo un diritto, ma anche e soprattutto un dovere"
Ultimo86

 

"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini rinuncia alle proprie responsabilità e lascia che le cose accadano" 
Antonio Gramsci

 

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri"
Joseph Pulitzer

 

"Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti" Martin Luther King

 

“Parmi un assurdo, che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ne ordinino uno pubblico”
Cesare Beccaria

 

"La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri,
e negano le libertà altrui in nome dei principi loro"

Gaetano Salvemini
 

 

“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Anonimo arabo

 

“Non condivido la tua idea, ma sono pronto a dare la vita affinché tu possa esprimerla”
Voltaire

 

"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola"
Adolf Hitler

 

"A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada"
Winston Churchill

 




21 febbraio 2007

Il ritorno di ultimo86

Ultimo86 tra breve tornerà al seguente indirizzo: http://ultimo86.splinder.com

Colgo l'occasione per ringraziare quanti mi hanno fin qui sostenuto.
Vi aspetto tutti al nuovo indirizzo.
Per riflettere insieme e imparare a pensare da uomini liberi.




permalink | inviato da il 21/2/2007 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



8 maggio 2006

Arrivederci

Ragazzi, l'avventura di questo blog si conclude qui. A meno di ripensamenti futuri. Forse tra qualche mese ritornerò a scrivere, per il momento voglio solo farvi un in bocca al lupo per tutto e i miei ringraziamenti per avermi seguito. A presto, e ricordatevi di essere liberi. 




permalink | inviato da il 8/5/2006 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



15 aprile 2006

Il commento di Ultimo86

Parafrasando Gaber, non mi sento italiano.
Non mi sento di appartenere ad una nazione che ha votato per il 50%, direttamente o indirettamente, per Silvio Berlusconi. Ma non si tratta di un discorso politico, o meglio, non esclusivamente. Si tratta di una questione che viene, a mio avviso, molto prima, e che riguarda il rispetto per
la democrazia, per la legalità e per l’onestà. Nove milioni di italiani, per restare solo ai numeri di Forza Italia, hanno votato per un Premier i cui rapporti con la mafia, tramite il suo braccio destro Marcello Dell’Utri (acclamato più volte da Silvio come l’uomo senza il quale non esisterebbe il suo partito) sono ormai noti, almeno per chi è intellettualmente onesto. Si sono fidati di un tizio che, quando il Tribunale di Palermo gli ha chiesto dove avesse preso 500 miliardi di lire confluiti, in parte in contanti, nelle sue holding dal 1975 al 1985, e cosa ci facesse un boss mafioso (Vittorio Mangano) nella sua villa travestito da stalliere fra il 1974 e il 1976, si avvalse della facoltà di non rispondere.
Hanno votato per un Premier che possiede ben il 50% delle reti televisive nazionali, arrivando a controllarle tutte e sei quando è al Governo, trovandosi al centro di un conflitto di interessi dalle proporzioni gigantesche (per restare soltanto al monopolio dell’informazione, perché ce ne sarebbero di cose da aggiungere riguardo altri settori), almeno per chi non intende chiudere entrambi gli occhi e mettersi i tappi nelle orecchie. Hanno votato per un Premier che non ha esitato a far approvare dalla sua maggioranza delle leggi vergognose per quanto riguarda la giustizia, con il solo scopo di porsi al di sopra della Legge.

Molta colpa va attribuita ad una opposizione in larga parte incapace, attenta solo alle poltrone, che per una ospitata in tv si scorda delle catastrofiche condizioni della libertà di informazione in Italia. Un centrosinistra che ha presentato alcune liste da vomito presentando inquisiti, condannati e prescritti facendo fuori personaggi del calibro di Nando Dalla Chiesa e Giuseppe Giulietti (quest’ultimo ha pagato il prezzo di essersi interessato seriamente proprio di quella libertà di informazione così tante volte richiamata in queste poche righe).

Il resto della colpa tocca invece proprio ai cittadini italiani, che seppure parzialmente giustificati dall’uso strumentale e a senso unico del mezzo televisivo nonché dall’assenza di giornalisti nel vero senso del termine, hanno perso l’occasione (l’ennesima) per richiedere ad una intera classe politica inetta il rispetto sacrosanto per la LEGALITÀ. È un mio pallino, che ci volete fare? Non ci riesco proprio ad accettare l’idea che un qualunque esponente politico condannato (o anche salvato da prescrizioni e amnistie varie) per reati quali corruzione, concorso esterno in associazione mafiosa, falso in bilancio, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, frode fiscale, finanziamento illecito, truffa, falso ideologico (non pensate che stia esagerando perché sono i reati di cui sono colpevoli alcuni tra quelli che sedevano nello scorso Parlamento) debba essere il mio rappresentante.

A queste elezioni solo tre (3!) partiti non hanno candidato condannati, inquisiti o prescritti a sedere nel NOSTRO Parlamento: Italia dei Valori, Verdi e Comunisti Italiani. Basta questo a spiegare il livello infimo della classe dirigente italiana. Livello di cui noi elettori siamo fortemente responsabili.Per quanto riguarda il nuovo governo, mi preme soltanto fare un grosso in bocca al lupo all’Italia dei Valori con i suoi 20 deputati e 5 senatori e, in particolare, ad Antonio Di Pietro, che ha fatto proprio dell’onestà e della trasparenza i suoi punti di forza. Sperando che non si riveli come molti suoi colleghi, per ora è uno dei pochi ad avere la mia completa fiducia.




permalink | inviato da il 15/4/2006 alle 10:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa



14 aprile 2006

Travaglio sul voto

IL CAIMANO E LE MOZZARELLE
Micromega di Marco Travaglio

Il Caimano c'è: è una brutta bestia, ha sette vite, è risorto un'altra volta dalle sue ceneri. Non c'è la Mortadella, che s'è rivelata una Mozzarella ed è riuscita a resuscitarlo per l'ennesima volta. Quando si vince per meno di 30 mila voti su 30 milioni dopo aver condotto per mesi la campagna elettorale con molti punti di vantaggio, c'è poco da appigliarsi al premio di maggioranza scattato per la Camera. Quando si pareggia contro un centrodestra che ha portato il Paese al più grave disastro della sua storia, c'è poco da recriminare sulla legge elettorale, alias "porcata". Quando al Senato si resta indietro di 300 mila voti e si è costretti a mendicare un voto da un Andreotti e da un Cossiga, c'è poco da sperare in un governo solido e duraturo. Quale che sia la conseguenza tecnico-istituzionale che questo pareggio sortirà nei prossimi giorni e che al momento non possiamo prevedere (questo giornale chiude nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 aprile), bisogna onestamente riconoscere che, se il centrodestra è stato bocciato, il centrosinistra non è stato promosso. E farebbe bene a non nascondersi dietro i numeretti e i tecnicismi, ma ad aprire immediatamente un severo e impietoso esame di coscienza. Un governo così indecente, catastrofico e impopolare, dunque così facile da battere, non era mai capitato ad alcuna coalizione in Europa, né probabilmente capiterà mai più. Superarlo di poche migliaia di voti alla Camera e farsene addirittura battere al Senato non è un successo esaltante. E' una magra consolazione, la consolazione dei dannati. L'unico elemento positivo è che Silvio Berlusconi non tornerà a Palazzo Chigi. Per il resto, c'è solo da sperare che il governicchio di Prodi duri il più a lungo possibile. Concentrandosi su pochi obiettivi urgenti, quelli che accomunano le varie anime dell'Unione, e accantonando i temi meno centrali, che la dividono. Circondando Prodi di una scorta umana che lo protegga dalle mire ricattatorie di questo o quel partito. Respingendo le tentazioni di inciucio con l'Udc (il partito di Cuffaro) o addirittura con Berlusconi, il quale non chiede di meglio che sedersi intorno a un tavolo purchessia per "dialogare" e mercanteggiare su qualunque favore in cambio delle solite contropartite giudiziarie e affaristiche. E soprattutto, visto che le prossime elezioni non saranno fra cinque anni ma -temiamo- molto prima, concentrare le energie per una draconiana legge sul conflitto d'interessi. Per evitare di ritrovarci, la prossima volta, il solito uomo solo al telecomando. Intanto, recitare il mea culpa e trarne le conclusioni del caso. Il capitolo delle colpe infatti è piuttosto lungo, quasi quanto le 281 pagine del programma dell'Unione.

1) Mentre il Caimano imperversava in tutt'Italia, su tutti i giornali, su tutte le tv, andando a strappare i voti uno per uno negli angoli più reconditi del Paese, le Mozzarelle si cullavano nella certezza di una vittoria schiacciante (illusi da soloni come il professor Ceccanti, il quale giudicava "matematicamente impossibile" quel pareggio al Senato che puntualmente s'è verificato). Complice il suo monopolio illegale sulle televisioni, la campagna elettorale l'ha fatta il Cavaliere solitario, da solo. Gli altri pensavano ai posti da spartire, alle poltrone da assicurare a mogli, parenti, famigli, amici degli amici.

2) Si sono gettati via molti voti utili, impedendo all'unico valore aggiunto dell'Unione, Romano Prodi, di far fruttare il suo contributo. Al Senato s'è gettata la maggioranza alle ortiche perché il signorino Rutelli ha impedito che anche lì, come alla Camera, si presentasse la lista dell'Ulivo, che alla Camera ha totalizzato molti più consensi della misera sommatoria dei Ds e della Margherita. In entrambe le Camere si sono buttati dalla finestra altre migliaia di voti, sbattendo la porta in faccia alle tante liste civiche che chiedevano soltanto di potersi apparentare alla coalizione: il tutto perché Prodi non ha avuto il coraggio di imporsi e perché i maggiori azionisti della sua alleanza, Ds e Margherita, non volevano rischiare qualche centimetro quadrato del proprio orticello.

3) Si sono pagati prezzi altissimi per inseguire i Pannella e i Capezzone nelle loro bizzarrie, in cambio del modesto 2 e qualcosa per cento della Rosa nel Pugno, il partito tutto mediatico che ha raccolto poco più di quel che avrebbe totalizzato lo Sdi. Si è addirittura corso dietro a nullità come i socialisti di Bobo Craxi, neutralizzando segnali importanti come le candidature di Gerardo D'Ambrosio e Furio Colombo, ignorando offerte di collaborazione di un pezzo importante di intellettualità e società civile, come quello rappresentato da Paolo Sylos Labini, Elio Veltri e Giulietto Chiesa.

4) Ci si è attardati appresso a polemiche ormai sterili sulla legge elettorale-porcata anziché sfruttarla come un'occasione imperdibile per chiamare gli elettori a scegliere i candidati con una grande campagna di primarie, che avrebbe valorizzato e galvanizzato i 4 milioni e mezzo di italiani che erano corsi ai gazebo per "investire" l'aspirante premier.

5 )Si sono così presentate liste a tratti deludenti, a tratti imbarazzanti, con capilista giurassici come Ciriaco De Mita, personaggi inquisiti come Crisafulli in Sicilia e De Luca in Campania, o condannati come Carra della Margherita, o prescritti come De Piccoli della Quercia, escludendo nomi forti come Nando Dalla Chiesa ed esiliando in zone grigie combattenti come Beppe Giulietti.

6) Si è ceduto alla vanità televisiva, assecondando così (con l'eccezione di Prodi) l'ansia di presenzialismo del Cavaliere. Mentre il Professore, giustamente, limitava al minimo le presenze in video per contestare anche visivamente lo scandalo del monopolio in mano al suo avversario, disertando gli studi di Mediaset, gli altri vanesii leader e leaderini facevano a gara a sfidare a duello il Cavaliere, consentendogli di realizzare quel giudizio di Dio, quel referendum pro o contro se stesso che è stato fin dall'inizio lo scopo della sua campagna solitaria.

7) Una tragica sottovalutazione del fattore-tv come vettore di voti, frutto di una vecchia arretratezza culturale e di un'annosa "sindrome da puzza sotto il naso" che porta la sinistra a non comprendere, e dunque a rifiutare uno studio attento delle tecniche di comunicazione televisiva più efficaci. Si pensa che la tv sia un posto da occupare, si piange quando lo occupa il Cavaliere, ma non ci si domanda mai come usarlo quando - sia pure in condizioni di minorità e di impar condicio - se ne dispone. E, soprattutto, si trascura l'effetto devastante della scomparsa dei fatti dalla tv berlusconiana, dell'asservimento dell'informazione con l'espulsione di tutte le voci libere, della sterilizzazione delle notizie e dei temi scomodi. Col risultato di sottoporsi alla demonizzazione berlusconiana a base di accuse false, rinunciando a priori a rispondere con una demonizzazione a base di notizie vere.

8) Gli errori di comunicazione del centrosinistra sono noti, ma solo ora se ne possono apprezzare le devastanti conseguenze nel consentire la rimonta del Cavaliere e nel disperdere il cospicuo vantaggio accumulato per cinque anni fino a due mesi dal voto. Un programma interminabile, verboso e illeggibile. Un messaggio confuso, contraddittorio e cacofonico sul tema cruciale delle tasse, al quale il premier rispondeva regolarmente con un messaggio netto e univoco: il suo. Una squadra di consiglieri e "spin doctor" a dir poco dilettantesca, che non è riuscita a escogitare un solo slogan efficace per dare l'idea del progetto di governo dell'Unione (l'unico messaggio a bucare il video, quello del "cuneo fiscale", non l'ha capito nessuno) o per far sognare la gente. Nemmeno quando è partita la campagna delinquenziale del centrodestra per gabellare il centrosinistra come il governo delle tasse. Il risultato è che Berlusconi era sempre all'attacco, e l'Unione sempre in difesa. Lui la lepre, gli altri gli inseguitori. Lui accusava, loro rispondevano che non era vero. Ma l'agenda la dettava lui per tutti, anche per i suoi trafelati avversari. I quali avrebbero potuto impugnare le bandiere della legalità, della pulizia, della libertà d'informazione, dell'ambiente, insomma di una rivoluzione liberale, invece hanno sprecato il loro tempo a rincorrere la lepre, promettendo moderatismo e continuità a un elettorato ansioso di novità e radicalità.

9) Mentre il Cavaliere s'è concentrato su poche parole d'ordine, rinviando a dopo il voto le fumisterie del partito unico del centrodestra, a sinistra si perdevano energie e tempo prezioso a discettare di Partito Democratico. Un progetto che ricorda sempre più le tragicomiche vicende della "Cosa 2" di dalemiana memoria, visto oltretutto il misero risultato raccolto dai suoi aspiranti fondatori: il deprimente 18 per cento dei Ds, come l'imbarazzante 10 per cento della Margherita, è un ottimo motivo per non riparlarne mai più. E per inventare qualcosa di più appetibile per gli elettori. Magari ripescando l'idea del Grande Ulivo che tante ironie aveva suscitato fra gli strateghi del riformismo senza riforme quando Romano Prodi l'aveva lanciata. Quanti altri fallimenti dovranno collezionare i Fassino e i Rutelli, cioè i grandi sconfitti del 2001, per cedere il passo a qualcuno più vincente di loro? Non dev'essere poi così difficile trovarlo: si parte quasi da zero.

Alla fine dei conti, si ritorna sempre lì: non in piazza Santi Apostoli, ma in piazza Navona. La piazza Navona del febbraio 2002, quando Nanni Moretti, prima di occuparsi dei Caimano, si occupò molto opportunamente delle Mozzarelle. E urlò: "Con questi dirigenti non vinceremo mai". Sarà il caso di replicarlo in tutti i cinema d'Italia, quel film. "Con questi dirigenti non vinceremo mai". Presto o tardi, più presto che tardi, è ora che vadano a casa.




permalink | inviato da il 14/4/2006 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



12 aprile 2006

RETTIFICA

Ai sensi dell’art. 8 della Legge sulla Stampa io sottoscritto Franco Antonio Pinardi chiedo la pubblicazione della seguente smentita:

 

Leggo, con attonito stupore, che da alcuni motori di ricerca nazionali ed esteri sono state recepite  alcune diffamanti , assolutamente false, considerazioni sullo scrivente, che un non ben identificato periodico Campano, avrebbe riportato dando seguito ad elucubrazioni malate e assolutamente fantasiose. In questo articolo vengo identificato  come un “massone al centro di uno  di uno scenario istituzionale da far venire i brividi, membro di associazioni paramassoniche internazionali.”  Inoltre, sempre con farneticante, malata, fantasia, l’autore, onde suscitare maggior interesse nell’ignaro lettore, usa le mie funzioni, gli incontri da me effettuati, e le cariche che ricopro, per dipingere un scenario ricco di intrighi, trame e  assurdità varie, al solo fine di suscitare clamore e distorto interesse. Preciso che ho già dato disposizioni per la dovuta azione legale, ritenendo assolutamente infondate, paradossali ed assurde le accuse e imputazioni  a me rivolte, per il solo fatto che, due anni or sono, su presentazione di un iscritto alla mia Confederazione dei Giudici di Pace, tale dr Pasquale Romano, fui presentato al signor Riccardo Sindoca il quale, dopo aver verificato la mia attività sia in campo politico che istituzionale ed assistenziale, a suo giudizio profondamente ammirato per quanto da me svolto e per l’esperienza acquisita, mi propose di tenere delle lezioni e dei seminari presso la sua associazione denominata Università di Acuologia in tema di “managemnt privatistico e istituzionale”, cosa questa per altro mai concretizzatasi anche per gli sviluppi giudiziari che interessarono, nei mesi scorsi, il Sindoca e suoi, a me  sconosciuti, partner, imputati di aver costituito una associazione di polizia segreta.

Da questo semplice, innocente, fatto, l’autore dello scellerato articolo, ha costruito  una trama ricca di intrecci, sovversioni e  presunte imputazioni, dipingendomi come una sorte di 007 del male, al centro di complotti ed intrighi, minimamente incurante di ricercare la verità, di verificare le fandonie che si accingeva a scrivere, e, cosa ancor più grave, del danno morale e materiale che stava provocando ad un cittadino, lo scrivente, che ritengo debba meritare ben altre considerazioni!

Onde far quindi,  dovuta chiarezze su quanto malignamente riportato nell’articolo, s’impone per dovere di Giustizia e per sacrosanto diritto  di cronaca, che io dia  dovute delucidazioni su quanto accaduto, spiegando, a coloro che avranno la pazienza di leggere queste mie poche considerazioni  alla ricerca della verità provata, le mie funzioni, gli incarichi ricoperti ed i conseguenti incontri da me vissuti.

Lo scrivente, cittadino italiano, dopo gli studi e il servizio militare, ha operato per circa un ventennio nell’ambito dell’attività politico - sindacale del Sindacato dei dipendenti del Ministero delle Finanze. Nel 1995 fu, per così dire “prestato” alla Giustizia, nella misura in cui mi fu chiesto di porre la mia esperienza al servizio della neo costituita Confederazione Unitaria dei Giudici Tributari, all’indomani della riforma del processo tributario che, di fatto, apriva alla Giustizia tributaria, la via per una propria giurisdizione. Pur non essendo Giudice, fui profondamente onorato di poter operare a stretto contatto con la Giustizia ed i suoi magistrati, ritenendo tale fatto, una manifestazione di servizio, svolta a favore e per il bene del Paese e dei suoi cittadini. Fu proprio   grazie agli  enormi, gratuiti, sacrifici, e gli insperati risultati che abbiamo via via ottenuto, che  conquistai la fiducia e la stima dei vari magistrati divenendo segretario generale del succitato sodalizio e   conquistando, pari dignità e conseguenti  maggiori incarichi. Il mio compito era, anche mediante l’organizzazione di convegni e seminari, rendere edotta la classe politico-istituzionale sui problemi della giustizia tributaria e sulle necessità dei suoi Giudici. Grazie agli ottimi risultati ottenuti, nell’interesse della Giustizia e dei cittadini, mi fu  proposto di entrare a far parte del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, con finalità di studio sulle problematiche etico umanitarie dei Paesi in via di sviluppo. Per quel che mi riguarda e per quello che ho personalmente constatato tale organizzazione, riconosciuta da ben 178 paesi e partecipata da capi di stato, parlamentari e ministri dei relativi governi, ha finalità meramente propositive rivolte allo studio e soluzione dei gravissimi problemi di indigenza e integrazioni propri dei Paesi sotto sviluppati, nonché della comunità mondiale, e nulla  ha mai, per quel che mi riguarda, avuto a che fare con sette o società segrete di vario tipo. Tre anni oro sono poi, sempre in virtù dell’abnegante, gratuito, servizio svolto a favore della collettività, mi fu chiesto di assumere la segreteria generale della Confederazione Giudici di Pace, anch’essa in fase di crescita e trasformazione per via del crescente interesse e positiva funzionalità della giurisdizione. E’ stato proprio nella logica di diffondere la cultura del diritto e della giustizia che lo scrivente ha incontrato alcuni degli autorevoli personaggi che sono  con me menzionati nel nefando articolo. E’stato per desiderio di chiarezza e pulizia che quanto sin ora riportato è pubblicato in Internet nel mio curriculum con tanto di foto a testimonianza di quanto riportato. Ma qualcuno, forse debitamente strumentalizzato, ha usato notizie e foto, per altro da anni nel web, per costruire un castello di imbecillità che mi dipingono come uno scellerato manovratore più o meno occulto.

Peccato che questo “signore” che ha scritto il su menzionato articolo, e quei “signori” che l’hanno così prontamente divulgato sui motori di ricerca, non si siano minimamente preoccupati di verificare tutte le scemenze che sono state scritte  nel tentativo di attribuirmi chissà quali occulti poteri. Peccato, ad esempio, volendo citare l’episodio della Romania, che non si siano preoccupati di verificare che cosa ho realmente fatto in tale occasione. Solo ed esclusivamente quello che ritengo il mio dovere di “cittadino del mondo”: aiutare , per il modesto, mio possibile, un Paese con problematiche inimmaginabili. Ecco perchè gli incontri al vertice dello Stato! Per sensibilizzare la classe governante sui problemi dell’agenzia dei diritti dei minori, sullo sfruttamento della prostituzione, anche minorile, sul disagio di tanti giovani ecc. ecc. Ma perchè io, vi chiederete? Semplicemente perchè io, sin da piccolo, ho deciso di assumermi la responsabilità dell’applicazione del “libero arbitrio”: quella quotidiana coscienza che ci pone nella condizione di decidere se “rispondere” ai bisogni del nostro prossimo, operando concretamente secondo quanto è il nostro  possibile per aiutarlo. Questa è la sola motivazione che mi ha spinto e mi sostiene nell’esercizio delle tante funzioni o cariche sin qui assunte! Ecco perchè quindi del mio ruolo di Cancelliere nazionale nei cavalieri di San Lazzaro, un Ordine cavalleresco dedito alla beneficenza internazionale, le cui opere meritevoli sono quotidianamente suffragate in ogni paese del mondo, altro che associazione paramassonica! Ecco il perchè anche della tanto contrastata accettazione della cattedra di acuologia : solo una ulteriore possibilità da me colta, nell’auspicio di un sempre crescente  dialogo con la gente, perchè, come dice un mio autorevole amico, che non cito per non coinvolgerlo magari in qualche altra farsa della menzogna, : “chi non comunica non esiste!” e questo non è un reato ma un diritto, dovere di ogni uno di noi!

Franco Antonio Pinardi




permalink | inviato da il 12/4/2006 alle 12:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



11 aprile 2006

Elezioni

La Camera all’UNIONE, il Senato alla CDL (esclusi i voti degli italiani all’estero). Italia divisa in due. In seguito il mio commento. Adesso è tardi. Buonanotte a tutti.




permalink | inviato da il 11/4/2006 alle 3:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



7 aprile 2006

Il gioco delle tre valute

Elezioni: Berlusconi ammette il suo fallimento

Nel libro inviato a milioni di italiani un clamoroso caso di manipolazione

 ---

Nell'entusiasmante libro che Silvio Berlusconi ha spedito a milioni di italiani, a pagina 154 si afferma che il reddito medio è salito in Italia dai 24.670 dollari del 2001 ai 27.119 dollari del 2006 . Perché dare le cifre del reddito pro capite italiano in dollari? Semplice: perché è l'unico sistema per farlo aumentare, mentre in realtà è diminuito! Rifacendo i calcoli, tenendo conto delle variazioni del cambio del dollaro rispetto all'euro e prendendo in considerazione i valori ufficiali della Banca Centrale Europea, si scopre che il dollaro si è svalutato del 39% dal 2001 (media d'anno 1 euro = 0,8954 $) al 2005 (1 euro = 1,2447 $).

Dunque il reddito pro capite (in euro) è diminuito del 20,9% passando da 27.549 euro a 21.787!!! Circa 5.800 euro in meno!!!

Il caimano fa il gioco delle tre tavolette, ma è facile smascherarlo. Il problema è che milioni di italiani hanno ricevuto le cifre truccate e solo pochi saranno in grado di capire dove sta il trucco. E quelli che lo capiranno lui li ha già chiamati coglioni. Questo nostro è un piccolo contributo a farne aumentare il numero.

da: www.megachip.info




permalink | inviato da il 7/4/2006 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



7 aprile 2006

Ultimo giorno di scuola

Stamattina a Palazzo Chigi si è svolta, oltre ad una vergognosa conferenza stampa, una riunione del Consiglio dei Ministri “sotto la presidenza del Vicepresidente, Gianfranco Fini” (il capo era impegnato, infatti, ad insultare i rappresentanti di un altro potere dello Stato).
Come risulta dal comunicato pubblicato sul sito del Governo, fra i vari provvedimenti è stato approvato, “su proposta del Ministro per le pari opportunità, Prestigiacomo, un decreto legislativo che reca il codice della normativa sulle pari opportunità” e che “si segnala per il valore giuridico, politico e sociale, ad ulteriore dimostrazione della sensibilità e dell'interesse del Governo e del Presidente del Consiglio nei confronti del ruolo della donna nella società”. Per le precedenti dimostrazioni di sensibilità e interesse si veda questo filmatino.
En passant “il Consiglio ha poi approvato, su proposta del Ministro per la funzione pubblica e del Ministro dell'economia e delle finanze, l’autorizzazione all'assunzione a tempo indeterminato, nell'anno scolastico 2006-2007, di 3500 unità di personale A.T.A. (assistenti amministrativi, tecnici di laboratorio e collaboratori ausiliari)”. Esempio di tecnica più raffinata rispetto a quella cui eravamo abituati: anziché assumere, si preannuncia l’assunzione di un certo numero di impiegati scolastici. Sventolando la carota urbi et orbi a tre giorni dalle elezioni è possibile, infatti, solleticare le aspettative di tanta gente e, quindi, acchiappare voti anche da coloro che non saranno assunti in futuro.
Oltre a questi, nel corso della riunione sono stati approvati altri 16 provvedimenti (li ho contati), è stato esaminato un numero imprecisato di leggi regionali ed è stato inviato un indirizzo di saluto al Ministro Matteoli, reduce da un infortunio. Il tutto dalle ore 13.00 alle ore 13.25. Nuovo record mondiale: circa un minuto per ogni provvedimento!

da: parolescomode.splinder.com




permalink | inviato da il 7/4/2006 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



7 aprile 2006

Basta? Basta

Quest’anno mi toccherà fare gli straordinari e tenere un po’ di spettacoli in giro per il mondo per tirare su il morale degli italiani all’estero.
La stampa mondiale (comunista) (istigata dai magistrati) continua a fornire dell’Italia un’immagine cialtrona e miserabile.
Abbiamo poco da fare i nazionalisti. Hanno ragione loro, dicono cose che sapremmo anche noi se in Italia non ci fosse una cupola mediatica. Quando ce ne liberiamo? Ho un peso addosso, sento in giro un’atmosfera plumbea, malata, di prigionia del pensiero, opprimente.
Basta!

Una sensazione che tracima oltre le Alpi e il Mediterraneo. Non ne possono più neppure gli altri Stati.
I giornali stranieri dalla Cina al Portogallo ci deridono.

L’Economist(stalinistalenilistamaoista e, perchè no?, anche marxistagramscistatogliattistacuocibambini) di oggi titola:
BASTA, per l’Italia è tempo di licenziare Berlusconi”(Basta. Time to sack Berlusconi).

Riporto qualche passaggio:
“Berlusconi ha speso molto del suo tempo non solo a cambiare le leggi a proprio beneficio e dei suoi amici, ma anche ad infangare la reputazione dei pubblici ministeri e dei giudici italiani, minando la credibilità dell’intero sistema giudiziario nazionale. Non sorprende che evasione fiscale, costruzioni abusive e corruzione sembrano essere tutte cresciute negli ultimi cinque anni...
Direttamente o indirettamente, Mr Berlusconi oggi esercita la sua influenza sul 90% delle televisioni, una situazione che nessuna democrazia seria dovrebbe tollerare...
Il governo Berlusconi ha inoltre gestito in modo inadeguato il miglioramento delle finanze pubbliche operato dai suoi predecessori: il deficit di bilancio e il debito pubblico, il terzo nel mondo, stanno aumentando ancora una volta...
Berlusconi ha fatto troppo poco per la liberalizzazione del mercato, poche privatizzazioni e mancanza della promozione della competizione in una delle economie europee con il maggior numero di regole...
Tristemente, molti italiani non capiscono ancora quanto malata sia diventata la loro economia...”

Ragazzi, qua o si fa l’Italia o si muore. Ma chi l’aveva detto, belin?

da: www.beppegrillo.it




permalink | inviato da il 7/4/2006 alle 14:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



6 aprile 2006

«Don Marco ci terrorizzava anche psicologicamente»

«CI CHIAMAVA "cabanini", ci terrorizzava e soggiogava psicologicamente quando avevamo appena 12 anni, un soprannome che dava soltanto a chi stava sotto la sua ala protetta, nella Cupola, come la chiamava lui». Sono i giovani che si sono presentati agli investigatori della capitale a ricordare quali erano gli atteggiamenti che il sacerdote don Marco, detto appunto «Cabana», aveva dieci anni fa con loro. I ragazzi ieri non hanno esitato a prendere in mano una videocamera e registrare anche gli altri due sacerdoti mentre venivano accompagnati dalle parrocchie nelle auto della Squadra Mobile per essere interrogati negli uffici della Questura romana. «Aveva una gran capacità di coinvolgerci - continuano — era lui che spesso ci organizzava campi estivi, nell’ambito delle iniziative di solidarietà, nelle quali coinvolgeva anche i nostri genitori. Nessuno di loro però si è mai reso conto di quale male ci stava facendo, ma adesso è arrivato il nostro momento: vederlo con le manette ai polsi, è il giorno della rivincita». Alla domanda se don Marco li abbia mai picchiati, la risposta è stata unanime: «Mai, non ci ha neanche mai costretto a subire quelle violenze sessuali, riusciva a convincerci soltanto con le parole. Tra di noi non ne abbiamo mai parlato all’epoca, ognuno credeva di essere l’unico ragazzino a essere violentato. Aveva una grande capacità di persuasione e su di noi esercitava il suo fascino, ottenendo così di mettere in pratica i suoi desideri sessuali». Tanta era l’influenza del sacerdote sugli adolescenti, che non appena qualcuno di loro ha deciso di rompere il silenzio e raccontare tutto a parenti e inquirenti, lo stesso Don Marco inizialmente era addirittura riuscito a far ritrattare la scelta ai «suoi» giovani. In alcuni casi alla fine i ragazzini avrebbero preso pubblicamente anche le difese del sacerdote. «Non siamo solo noi ad aver denunciato questa situazione - dicono alcuni di loro - dovremmo essere almeno trenta ragazzi fra Torvaianica, Pomezia e Roma. In un primo momento noi volevamo risolvere la situazione solo segnalandola a livello ecclesiastico. Ci siamo rivolti al vescovo di Albano che allora era monsignor Vallini. Ma rispose che erano solo chiacchiere. Poi però fu avviato un processo da parte delle autorità ecclesiastiche. Poi abbiamo presentato una denuncia alla IV sezione della Questura di Roma». Lui, il «Cabana», aveva costituito una organizzazione articolata all'interno di «Ragazzi Nuovi», il gruppo da lui fondato sin da quando era ancora a Roma. All’epoca don Marco era un giovane seminarista della parrocchia San Francesco di Sales che si faceva notare per l’attitudine a coinvolgere persone. Nessuno ancora aveva scoperto la sua altra faccia, quella che destinava attenzioni troppo intime ai bambini. Un’organizzazione articolata e funzionale, ma dalle regole apparentemente vaghe: nessun bambino capiva perché era salito gerarchicamente nella cupola o, al contrario, perché rimaneva a rango di cabanino. Insomma, don Marco, secondo i racconti dei giovani, aveva una forza intellettuale in grado di poter ottenere quello che voleva da quei piccoli ragazzini, che frequentavano la parrocchia per avvicinarsi agli insegnamenti di Cristo. Sembrerebbe addirittura che don Marco attraverso Internet avesse contatti con molti giovani. E ora gli investigatori dovranno passare sotto la lente d’ingrandimento anche le e-mail scambiate con questi ragazzi per verificare se fosse un modo per adescarli. Ieri alcuni giovani che erano presenti durante il trasferimento dei due sacerdoti denunciati per favoreggiamneto hanno avvicinato le presunte vittime delle violenze sessuali: «Siete stati forti - dice una ragazza abbracciando uno dei denuncianti - bravi, questo è un giorno importante, avete fatto bene». «Attraverso notizie diffuse dai media e dalle agenzie di stampa, la Curia Vescovile di Albano è venuta a conoscenza dell'arresto di padre Marco Agostini, degli Oblati di San Francesco di Sales, che in passato ha svolto ministero pastorale nella Diocesi, ma non come parroco e che non vi risiede più dalla fine del 2002». È quanto dichiarato ieri sera della Curia Vescovile di Albano. «La notizia suscita comprensibile sgomento ed è motivo di grave turbamento. Si è inoltre appreso che sarebbero state assunte misure cautelari a carico di due parroci in Pomezia, suoi confratelli, cui si esprime fraterna vicinanza - continua - mentre si esprime fiducia nell'operato della magistratura perché sia fatta piena luce sui fatti, il vescovo Marcello Semeraro invita la Comunità alla preghiera, perché tutto si possa riconsiderare nel contesto spirituale della Quaresima». Au.Par.

da: www.iltempo.it




permalink | inviato da il 6/4/2006 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     maggio       
 


Ultime cose
Il mio profilo



Il sito di Ultimo86
www.beppegrillo.it
www.luogocomune.net
www.arcoiris.tv
www.diario.it
www.disinformazione.it
articolo21.splinder.com
italy.indymedia.org
www.comedonchisciotte.org
www.valori.it
vivamarcotravaglio.splinder.com
www.megachip.info
hannobisognodiuncommento
www.articolo21.info
www.gaynews.it
maurobiani
freedomhouse
pinoscaccia
berlusgoogle
www.borsari.it
serpico


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom